Taranto: IN-VISIBILI CONCEZIONI la mostra in bianco e nero che porta al nord Italia la settimana santa tarantina

la mostra ed il libro fotografico sulla Confraternita dell’Addolorata e San Domenico a Gallarate.

La tradizione secolare dei pellegrinaggi religiosi, simbolo della pietà popolare, racchiude nei suoi riti il mistero, e con esso la fede che guida i confratelli. Intere generazioni devote che tramandano di padre in figlio l’amore per il camice e tutti i simboli correlati.
Momenti speciali e luoghi speciali di questo incommensurabile patrimonio, tipico del territorio tarantino, saranno portati a Gallarate per la inaugurazione della mostra “IN-VISIBILI CONCEZIONI” della fotografa Rosa Colacoci, e la presentazione del libro ad essa collegato. Sabato 19 febbraio 2022 la mostra ed il libro saranno presentati all’interno di “FilosofARTI”, che
da ottobre 2021 e sino a marzo 2022 raccoglie varie forme artistiche. Nel Sestante Fotoclub a presentare il tutto, oltre all’artista Colacoci, la poetessa Silvia Calzolari.

IN-VISIBILI CONCEZIONI racconta la particolare visione di molti oggetti custoditi nell’Oratorio, alcuni dei quali sono protagonisti del pellegrinaggio religioso della Confraternita della SS.Addolorata e San Domenico del Giovedì Santo, quando la Vergine Addolorata esce dal tempio di San Domenico alla ricerca dell’amatissimo figlio. Aspetto ancora troppo poco noto della
meravigliosa storia tarantina al Nord. Ed è proprio lì che IN-VISIBILI CONCEZIONI si trasferisce fino al 27 febbraio, portando con sé tradizioni, caratteristiche, curiosità, aneddoti. E su tutto il senso del mistero, acuito dalla scelta della Colacoci di realizzare la mostra esclusivamente in bianco e nero.
“Il bianco e nero non rappresentano solamente i colori identificativi della confraternita – afferma – ma anche il messaggio comunicativo efficace e minimalista che racconta, nella sobrietà di una realtà misteriosa e sorprendente, la bellezza dell’animo umano e le tante speranze racchiuse in quell’incedere lento, proprio dei riti tarantini. Sono stata privilegiata, ho potuto fotografare
oggetti ed elementi invisibili agli occhi di fedeli e curiosi perché attentamente custoditi nell’Oratorio confraternale. Spero che anche il pubblico del nord Italia che verrà a visitare la mostra e a sfogliare il libro possa rimanerne incantato, esattamente come successe a me più di tre anni fa”.

 

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