POLITICA

Taranto: la lettera dell’Onorevole Chiarelli. “Non si aggiunga alla emergenza sanitaria l’aggravarsi di quella economica “.

Abbiamo rispettato, e continueremo a farlo, l’invito a non polemizzare in un momento in cui, più che mai, è necessaria la massima coesione del Paese.

Anche quando sono stati commessi grandi errori nella gestione della emergenza in corso. Ci sarà tempo per farlo.  Ma una cosa è la gestione sanitaria, altro sono i provvedimenti di natura economica. Con l’ormai consolidato metodo comunicativo che punta ad enfatizzare le iniziative del governo con titoli ad effetto, è stato varato il cosiddetto “Cura Italia”. Pubblicato, con ritardo rispetto alle scadenze fiscali, giorno 17 marzo, il giorno che ci ricorda l’unità del Paese. Un’unità che il decreto ha del tutto  ignorato! Se, infatti, tutti gli italiani, nessuno escluso, sono oggi alle prese con la emergenza Covid-19, e ne subiscono limitazioni e danni economici, il provvedimento limita i suoi effetti, già molto ridotti in quantità, ad una piccola parte della Popolazione, escludendo intere categorie. Ancora una volta si punta a provvedimenti assistenzialistici mirati ad una platea  ristretta di soggetti; e si continua a penalizzare il mondo produttivo. Si ignorano le sofferenze di chi, già prima della diffusione dell’epidemia, era in grande difficoltà per una crisi economica che continua ad abbattersi sul nostro territorio. Davvero paradossale la esclusione, ad esempio, di tutti i lavoratori autonomi, vedi ad esempio avvocati, e tutte le professioni ordinistiche, ovvero tutti i soggetti “iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria”.

Ma, al di la, delle singole situazioni, è l’intera struttura del provvedimento che va rivista. Innanzitutto aumentando lo stanziamento, al pari di quanto stanno facendo gli altri stati europei, e, soprattutto, riducendo la pressione fiscale. Rinviare di qualche mese i pagamenti di tasse e contributi non ha alcun tipo di effetto su chi oggi è costretto a stare a casa e quindi a non produrre.               L’auspicio è che in fase di conversione in legge si intervenga con massicci correttivi, come da parte della Lega si sta sollecitando. Purtroppo i dati di questi giorni non lasciano ipotizzare un’ imminente risoluzione della emergenza. Si prenda atto di questa drammatica realtà e non si aggiunga alla emergenza sanitaria l’aggravarsi di quella economica.

On.le Gianfranco Chiarelli

Vice segretario Regionale

Lega Puglia

Redazione

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